Corsi Genitori Efficaci

iThomas Gordon si prefisse l’obiettivo di potenziare nei genitori le competenze relazionali necessarie per interagire tra di loro e con i figli in modo di creare un clima di benessere salutare e soddisfacente per facilitare lo sviluppo dell’autonomia, dello spirito di iniziativa e dell’autonomia nello scelte.

I corsi Gordon si prefiggono di sviluppare o migliorare le sensibilità e le competenze necessarie per risolvere i numerosi e complessi problemi che insorgono quotidianamente nella vita familiare. Tali capacità vengono sviluppate e acquisite attraverso la conoscenza e la pratica di modalità di relazione per aumentare la qualità e l’efficacia della comunicazione in famiglia per la gestione dei conflitti e delle tensioni.

Il Corso Genitori Efficaci, fornendo esperienze e conoscenze psicopedagogiche di solito carenti nella formazione personale dei genitori, mira a sviluppare competenze interpersonali dei partecipanti per favorire quel clima di relazione che consente la crescita personale dei figli rendendoli liberi dalle paure e dai condizionamenti, dai sensi di inadeguatezza e, di conseguenza, rende congruenti e sinergiche la crescita personale, il senso di responsabilità e di autodisciplina, sviluppando così l’autofiducia e l’autostima.

CONTENUTI DEI MODULI

Il “sistema famiglia” racchiude molte variabili che incidono sul suo benessere. Dalla lettura del comportamento all’interno del sistema familiare (i segni che indicano quando qualcuno è in crisi, riconoscendo di chi è il problema) fino a stabilire relazioni di aiuto efficaci quando i figli hanno problemi, passando dalle varie barriere alla comunicazione ed il suo superamento.

  1. La comunicazione in famiglia. L’ascolto empatico: le condizioni necessarie per entrare nei vissuti dei propri figli.quando i genitori non accettano i comportamenti dei figli. La genuinità, la chiarezza, l’assertività, il confronto.
  2. La comunicazione a scuola, gli incontri genitori-insegnanti:come renderli più efficaci.
  3. I conflitti di bisogni in famiglia: i metodi più usati per la risoluzione dei conflitti.
  4. Il metodo democratico. La definizione delle regole di vita familiare: come definire e gestire la contrattualità in famiglia che consenta ai genitori di evitare atteggiamenti impositivi, responsabilizzando i propri figli senza deteriorare il rapporto con  loro.
  5. Come trattare problemi di disciplina in modo da salvaguardare sia le esigenze dei genitori che l’autostima dei figli, come i genitori possono promuovere l’autocontrollo e l’auto- disciplina.
  6. I conflitti di valore tra genitori e figli. Metodi efficaci di educare ai valori. Il valore della cultura e della scuola: genitori e figli a confronto. Gli orientamenti di valore nella comunicazione tra genitori e figli.
  7. Lo studio e la riuscita scolastica dei figli. L’impegno, il metodo di lavoro, le condizioni ambientali, il sostegno affettivo e culturale della famiglia. L’importanza dello sport, dell’arte, della musica, dell’amicizia e del gioco.
  8. La gestione dei problemi relativi alla salute e igiene psicofisica: come facilitare e sviluppare l’autonomia personale per una corretta alimentazione, come divenire consulenti fiduciari dei propri figli in merito all’uso dello alcool, del tabacco, dei farmaci e delle droghe.

METODOLOGIA

Il Corso propone una forma di apprendimento attivo che impegna i partecipanti nella esperienza immediata e diretta dei concetti e delle capacità acquisite.

Il Corso offre contenuti nuovi e stimolanti, facilita la condivisione di esperienze e la manifestazione di idee, dubbi sulla problematica familiare.

La formazione, che implica il coinvolgimento insieme dell’istruttore e dei partecipanti, segue un metodo che si basa su quattro momenti:

  1. STRUTTURAZIONE delle attività;
  2. COINVOLGIMENTO DEI PARTECIPANTI: uso di role-play,ricordi guidati, riflessioni scritte, esercizi del workbook e laboratori esperienziali.
  3. ELABORAZIONE DELL’ESPERIENZA: discussioni di gruppo, integrazioni cognitive.
  4. APPLICAZIONE DEL METODO.

IL METODO GORDON: APPROFONDIMENTI

Introduzione

Nel 1962 Abraham Maslow, assieme ad altri psicologi, fondò la Società Americana di Psicologia Umanistica, promuovendo la nascita di un nuovo orientamento psicologico. La psicologia umanistica fu considerata la “terza forza” della psicologia nordamericana, accanto al comportamentismo e alla psicoanalisi. I concetti fondamentali di tale psicologia sono quelli di crescita umana e di potenziale umano. Tali concetti implicano che le persone possono crescere, migliorare e cambiare lavorando su di sé.

1. La scala dei bisogni di Maslow

A. H. Maslow si è occupato dei bisogni e della motivazione, evidenziando cinque gruppi di bisogni fondamentali dell’uomo, che, se soddisfatti, portano l’essere umano a svilupparsi completamente. Secondo la concezione di Maslow, tali bisogni si possono rappresentare come una scala gerarchica di tipo evolutivo: la soddisfazione del primo gruppo di bisogni è condizione necessaria per il formarsi di quelli del secondo gruppo, e così fino al livello più elevato. Alla base di questa gerarchia ci sono i bisogni primari: i bisogni del primo gruppo sono i bisogni fisiologici (come soddisfare la fame e la sete, dormire a sufficienza, mantenere l’organismo in equilibrio, …); poi vengono i bisogni di sicurezza (bisogno di protezione, di tranquillità, di non aver paura, di poter considerare il mondo come una realtà prevedibile e organizzata, sentirsi sicuri nel proprio ambiente sociale e fisico, …). Vengono poi i bisogni psicologici: i bisogni di appartenenza e di amore (voler amare ed essere amati, sentirsi accettati ed appartenere ad un gruppo, evitare l’isolamento e l’abbandono, bisogno di amici, di un figlio, di un compagno per la vita, …); i bisogni di stima e competenza (bisogno di sentirsi rispettati, apprezzati, considerati, aspirare all’autostima e alla propria indipendenza). Sul gradino più alto, il più difficile da realizzare, viene il bisogno di autorealizzazione (vivere attualizzando le proprie potenzialità e aspettative, perseguire i propri ideali estetici e di giustizia, …).

2. La psicoterapia centrata sul cliente

Carl Rogers, psicologo clinico, nella sua teoria della personalità centrata sulla persona, vedeva (così come Maslow), l’individuo come un tutto composto da complessi processi cognitivi, emotivi, biologici e di altro tipo e in grado di auto-realizzarsi. Egli “mise in luce il fatto che elementi dell’esperienza personale possono venir rappresentati male oppure non venire rappresentati del tutto dalle persone stesse. Esiste una condizione di adattamento sana e matura (…) quando l’individuo simbolizza accuratamente per sé stesso il suo campo fenomenico. Il disadattamento nasce quando vi è una discontinuità tra la reale esperienza dell’individuo e la sua consapevolezza – in altre parole, quando si nega o si distorce parte della propria esperienza. L’autoimmagine è particolarmente importante nello sviluppo della personalità. Ognuno di noi ha un’immagine del proprio sé reale (il sé così com’è) e di un sé ideale (il sé che vorremmo essere).

Nella terapia centrata sul cliente risulta di fondamentale importanza l’empatia. “Si può definire empatia la capacità di comprendere i pensieri, i sentimenti e le reazioni degli altri immedesimandosi in essi e comparandoli con la nostra esperienza vissuta.

3. Il metodo integrato: Gordon

Thomas Gordon propone la filosofia rogersiana in un linguaggio concreto e operativo con l’intento di rendere accessibili ed utilizzabili dal vasto pubblico alcune delle abilità psicologiche che caratterizzano il setting psicoterapeutico.

Gordon mette a punto dei “training brevi” sulla abilità di comunicazione e di risoluzione dei conflitti interpersonali che, attraverso un approccio strutturato, rendono le persone e i gruppi più efficaci.

Dapprima scrive un programma per i genitori (Parents Effectiveness Training, di cui il volume “Genitori efficaci” è la traduzione italiana) in cui indica le condizioni necessarie per favorire lo sviluppo integrale della persona, cioè

  1. congruenza
  2. empatia
  3. attenzione positiva e incondizionata

diventano

  1. chiarezza dei messaggi espressi in prima persona
  2. attitudine all’ascolto
  3. rispetto dei valori e delle aree di libertà delle persone

In seguito, nel 1966, promuove un programma per gli insegnanti (Teacher Effectiveness Training, di cui il volume “Insegnanti efficaci” è la fedele traduzione).

Gordon propone alcune metodologie utili in classe per creare un’efficace relazione fra insegnante e allievo e fra gli allievi stessi. Il clima è quello rogersiano: grande importanza rivestono l’accettazione, l’autenticità, l’empatia, la corretta comunicazione nel rapporto fra adulti e giovani al fine di promuovere l’autofiducia, l’autocontrollo, l’autodisciplina, la creatività, sviluppando così negli studenti il senso di autonomia e di responsabilità, nonché la capacità di contribuire nel definire le regole che governano la vita della classe.

Bibliografia e Testi consigliati per l’approfondimento

Gordon Th., Insegnanti efficaci. Il metodo Gordon: pratiche educative per insegnanti genitori e studenti, Giunti Lisciani, Teramo, 1991

Gordon Th., Genitori efficaci, Workbook, Effectiveness Trainig inc. e Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona, Roma

Mastromarino R., Prendersi cura di sé per prendersi cura dei propri figli. Proposta di un training per genitori, Roma, IFREP, 1993

Colasanti A. R., Mastromarino R., Ascolto attivo. Elementi teorici ed esercitazioni per la conduzione del colloquio, Roma, IFREP, 1991

Mucchielli R., Apprendere il counseling, Ed. Erickson, Trento, 1993

Carkhuff R., L’arte di aiutare, Ed Erickson, Trento, 1989

Scilligo P., Io e tu. Parlare, capire e farsi capire, voll. 1,2,3, IFREP, Roma, 1991/92/93

Rogers C., La terapia centrata sul cliente, Ed. Martinelli, Firenze, 1970

Rogers C., I gruppi di incontro, Antrolabio, Roma, 1976